<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>galeot's blog</title>
	<atom:link href="https://galeot.peergos.me/rss.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://galeot.peergos.me</link>
	<description>il blog di galeot</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Jan 2023 12:45:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>Notepad</generator>
	 

<item>
		<title>chat tra amici - iniziare con XMPP</title>
		<link>https://galeot.peergos.me/chat_amici/index.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[galeot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2023 02:00:00 GMT</pubDate>
				<category><![CDATA[Personal]]></category>
		<category><![CDATA[HowTos]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<guid isPermaLink="true">https://galeot.peergos.me/chat_amici/index.html</guid>

					<description><![CDATA[<p>istruzioni facili per una chat che sembra difficile</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di scrivere istruzioni dirette e semplici per usare una chat che <i>sembra</i> difficile, ma non lo è. <br>
Voglio dire: se provi a seguire le istruzioni vedrai che non basta aprire il play store e scaricare un'app, ma non ci vuole neanche molto di più.
</p>
<br>
<p>
E i vantaggi sono tanti, e sarei anche contento di cominciare a elencarli, ma per ora mi interessa di più andare al sodo per farti provare direttamente.
</p>
<br>
<h3>Step 1: l'App</h3><hr>
<p>
A differenza di altri sistemi di messaggistica, in questo caso non è l'app a definire la chat, per cui non basta dire "Scarica Whatsapp", ma serve invece individuare un'app che va bene. Ce ne sono molte, ma semplifichiamo:
</p>
<br>
<h4>IPHONE:</h4>
<p>
Siskin IM: lo trovi su App Store, lo scarichi e hai finito.
</p>
<h4>ANDROID:</h4>
 <a href="https://galeot.peergos.me/chat_amici/fdroid.png" target="_blank"><img loading="lazy" src="https://galeot.peergos.me/chat_amici/fdroid.png" alt="L'app Conversations all'interno dello store Fdroid usando il client Droid-ify" /></a>
<p>
Conversations: lo trovi su Play Store, corredato da alcuni commenti negativi per il fatto che sia a pagamento. In realtà è a pagamento solo su Play Store, dove peraltro mancano decine di altri client piuttosto validi. <br>

Comunque, puoi comprarlo per supportare lo sviluppo, o puoi scaricare questo store alternativo <a href="https://f-droid.org/repo/com.looker.droidify_51.apk" title="https://f-droid.org/repo/com.looker.droidify_51.apk" class="https">https://f-droid.org/repo/com.looker.droidify_51.apk</a> , e usarlo per scaricare Conversations in modo gratuito e legale.</p> 
<p>Dello store alternativo ci sarebbe molto da dire, ma per ora scrivo solo che è molto leggero, ti servirà per tenere aggiornata Conversations e sarà una fonte di applicazioni utili e libere da pubblicità e traccianti, per cui ti suggerisco di tenerlo.
</p>
<br>



<br>
<h3>Step 2: l'Account</h3><hr>
<a href="https://galeot.peergos.me/chat_amici/step1.png" target="_blank"><img loading="lazy" src="https://galeot.peergos.me/chat_amici/step1.png" alt="Conversations - creare un nuovo account" /></a>
<p>
Una volta scaricata e aperta l'app, ti saranno mostrate due opzioni: registrare un nuovo account (iscriviti - setup o simili) o accedere a un account esistente. È la prima apertura dell'app, devi creare il tuo account. 
</p>
<p>
Con questa chat (che possiamo cominciare a chiamare XMPP o Jabber, se preferisci), non è necessario registrarsi nei sistemi di grandi multinazionali. Non devi lasciare nome e cognome, né tantomeno il tuo numero di telefono e, in molti casi, non è necessario neanche un indirizzo email. Devi solo scegliere un username e una password.
</p>
<br>
<h4>Username:</h4>
<p>
Si presenta come un indirizzo email, tipo <br/> <i>tuo-nickname-preferito</i>@nomeserver.qualcosa<br>
per quanto riguarda i server, per brevità ne suggerisco alcuni che non richiedono di registrarsi con un'email:
</p>
<br>
<p>
<i>xmpp.social</i><br>
<i>hookipa.net</i><br>
<i>magicbroccoli.de</i><br>
e le altre elencate su <a href="https://providers.xmpp.net/" title="https://providers.xmpp.net/" class="https">https://providers.xmpp.net/</a>
</p>
<br>
<p>
quindi, usando come esempio l'ultimo, il nickname sarebbe <b>tuo-nickname-preferito@magicbroccoli.de</b>
</p>
<br>
<h4>Password:</h4>
<p>
&Egrave; una password. <br>
Ricordati che, specie nei servizi che non ti chiedono di lasciare un indirizzo email per registrarti, non potrai recuperare la password se la dovessi smarrire.
</p>
<br>

<a href="https://galeot.peergos.me/chat_amici/step2.png" target="_blank"><img loading="lazy" src="https://galeot.peergos.me/chat_amici/step2.png" alt="Conversations - scegliere l'opzione USA UN ALTRO FORNITORE" /></a><a href="https://galeot.peergos.me/chat_amici/step3.png" target="_blank"><img loading="lazy" src="https://galeot.peergos.me/chat_amici/step3.png" alt="Conversations - inserisci un nome utente e una password" /></a>

<br>
<h3>Step 3: Buon divertimento! (e aggiungimi ai contatti)</h3><hr>
<p>
Sono sicuro che c'è voluto più tempo a leggere questo post che a far funzionare tutto.<br>
Goditi una chat che funziona bene, sicura, privata e con tutto quello che serve: immagini, audio, video, allegati, chiamate audio e video. <br>
E con in più il vantaggio di non avere anche il gruppo del lavoro/delle mamme/della TERZA B.
</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>

<item>
		<title>dmesg more </title>
		<link>https://galeot.peergos.me/dmesg/index.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[galeot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 00:00:00 GMT</pubDate>
				<category><![CDATA[Personal]]></category>
		<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<guid isPermaLink="true">https://galeot.peergos.me/dmesg/index.html</guid>

					<description><![CDATA[<p>Infanzia di internettiana memoria</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>dmesg|more </h1>



	<h5>
mercoledì 02 febbraio 2022
</h5>

<p>
Ho avuto il mio primo pc quando non avevo ancora finito la scuola media, ma mi sembrò di aver aspettato una vita da quando avevo messo le mani sui 386 di un compagno di scuola; da quella volta in cui, dopo innumerevoli tentativi, riuscimmo a far partire Doom aumentando la memoria virtuale su Windows 3.11. 
</p>

<p>
Sui giornali a fumetti si cominciava a parlare di Internet, collezionai ogni inserto con quelle liste di url di cui potevo solo leggere una descrizione sommaria, le conservai finché non ebbi la possibilità di visitarli.
</p>

<p>
La prima mail mandata fu un momento magico. La mandai a un compagno di scuola che conoscevo solo di vista, al quale mi avvicinai solo perché avevo sentito dire che anche lui aveva un indirizzo. E subito dopo: IRC, i gruppi Usenet, ICQ. 
</p>

<p>
Con Frontpage provai a comporre qualche sito, per poi scoprire che il codice HTML era ragionevolmente logico e comprensibile, e per qualche tempo mi ritrovai perfino a vendere, con l'aiuto di un amico intraprendente, qualche sito a delle aziende locali che volevano essere online.
</p>

<p>
Ricordo quando arrivò l'ADSL dove abitavo. L'idea di poter stare sempre connesso mi sembrava un sogno. La sensazione, confesso, è ancora quella, anche se adesso mi lamento molto più spesso delle prestazioni rispetto a quella prima connessione FLAT, i cui 300 Kbps mi sembravano un'enormità rispetto alle pur rispettabilissime prestazioni dell'US Robotics. Fui costretto a richiedere un modem adsl PPPoE, perché il provider non forniva veri router e i modem PPPoA erano di più diffiicle configurazione su Slackware, e di certo non volevo tornare indietro a Windows 98. 
</p>

<p>
Erano anni eccitanti: col tempo mi potei permettere di assemblare un nuovo pc con un AMD Athlon (forse la prima CPU consumer con architettura 64bit), provai Ubuntu Hoary Hedgehog e mi sembrava così evoluta, così "funziona tutto da subito" e professionale! Una delle prime cose che ebbi la possibilità di fare fu di sfruttare il nuovo pc e questa connessione sempre attiva per installare Apache, MySql e Mambo (negli anni prima di Joomla!). Infine Wordpress. Mi registrai a un servizio di DNS dinamici ed ecco là il mio blog selfhosted, invece di dover aprire l'ennesimo account su Xoom o vedermi le query contate su AlterVista.
</p>

<p>
 Riuscii in quel periodo a ottenere un invito per un account Gmail. Ricordo la mia sorpresa nel ritrovarmi UN INTERO GIGA di spazio mail, c'era un conteggio continuo che segnava il crescere di quello spazio a disposizione, seguito dalla dicitura "and counting". Google sembrava allora la cosa nuova, inventata da due ragazzi, vicina al mondo GNU/Linux e in opposizione all'onnipresenza di MS. Ne diventai un grande utente, provandone i nuovi servizi man mano che venivano annunciati, fornendo ogni dato richiesto per molto tempo nella più completa noncuranza, senza mai riflettere sul "perché mi regalano tutto questo?".
</p>

<p>
Quante ingenuità ho commesso, ma per me fu una trappola quasi inevitabile, a pensarci oggi.
</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	
	<item>
		<title>percorsi obbligati </title>
		<link>https://galeot.peergos.me/percorsi_obbligati/index.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[galeot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2022 00:00:00 GMT</pubDate>
				<category><![CDATA[Personal]]></category>
		<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<guid isPermaLink="true">https://galeot.peergos.me/percorsi_obbligati/index.html</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cronache di inevitabili e quotidiane frustrazioni informatiche</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>percorsi obbligati</h1>



	<h5>
sabato 08 gennaio 2022
</h5>

<p>
Qualche tempo fa un mio collega in ufficio mi ha portato un suo vecchissimo laptop incaricandomi di installare GNU/Linux. Essendo un'architettura a 32bit ho scelto Debian con MATE, configurato in modo super-intuitivo. Si trattava di un computer mono-core con 2 giga di ram, per cui ho fatto presente che Linux non significa "miracolo": se servirà per navigazione leggera, scrivere documenti o scaricare email questa macchina può ancora essere utile, ma se deve essere usato per Instagram e Youtube, nessun O.S. avrebbe reso quel pc abbastanza potente. Fatta questa premessa gli consegnai il pc; prima accensione insieme per vedere se potessero esserci difficoltà e cose da spiegare (gestione dei pacchetti, file system senza i vari "C:\" ecc.). Soddisfatto, lo porta a casa.
</p>

<p>
Dopo qualche settimana il collega viene da me e mi fa <i>"il tuo linux non andava bene, era troppo difficile e non l'ha voluto nessuno"</i> e mi ha commissionato l'acquisto di un pc economico che avrebbe poi regalato a un suo amico, che non ne aveva mai avuto uno, per "informatizzarlo".
</p>

<p>
Acquisto un computer ricondizionato con il piccolo budget messo a disposizione: un laptop 15'' con cpu AMD A10, 16 Gb di Ram e 1 Tb HDD. Viene consegnato con Windows 10 Home, un'installazione piuttosto pulita, senza (troppo) bloatware.
</p>

<p>
Ancora una volta mi chiede supporto, chiedendomi quali fossero le applicazioni da fargli trovare preinstallate per poterlo usare in modo proficuo. <br>
Purtroppo per me, sapevo dove avrebbe portato questa conversazione. Malgrado questo, dico che se si stava riferendo a Office avrebbe dovuto acquistare una licenza. <i>"Ma non hai un Office da installare?"  - </i>Rispondo che no, non installo software illegalmente da quando avevo 14 anni ma che esistono molte alternative. Mi fa un breve interrogatorio su LibreOffice come se io stessi cercando di venderglielo e si rassegna a installarlo sul pc. 
</p>

<p>
Detto questo non mi sono neanche azzardato a suggerire Firefox come browser, ma faccio presente che il pc era dotato di Edge, che su Windows va molto bene e non è necessario installare anche Chrome.<br>
La cosa lo mette in crisi.<br>
<i>"ma senza Chrome come farà a sincronizzare la rubrica..." </i>(???) - <i>"e poi per controllare la mail?"</i> . Sinceramente: non capivo. Poi ho intuito il fraintendimento, e faccio presente che all'account Google si può accedere da qualsiasi browser web, e non è affatto necessario avere Chrome per accedere ai servizi di Google. Poco convinto, annuisce e continua a pensare a cosa installare. 
</p>

<p>
Segue qualche minuto di pace per il sottoscritto. Poi riemerge:
</p>

<p>
<i>"senti, c'è qualcosa che non va. Windows mi sta bloccando l'installazione di questo Office Professional 2010"</i>. Lo guardo male.<br>
<i>"ah, poi Chrome l'ho installato... credo sia necessario. Ho messo anche 7zip e l'Acrobat PDF Reader". </i>O meglio, credeva di averlo fatto: perché aveva cercato gli stessi sul fidatissimo Google, che al posto di 7zip gli ha suggerito come primo risultato una <i>suite</i> di oltre mezzo giga pieno di decine di applicazioni dalla dubbia utilità. E il reader non era affatto quello, ma un'altra suite cloud based super farcita di ads.
</p>

<p>
Ora, non vorrei aver descritto il protagonista della vicenda in modo ingeneroso. Si tratta di una persona che cerca di fare <i>la cosa giusta</i>, e che usa i computer da almeno una trentina d'anni, pur non avendo mai sviluppato un particolare interesse a approfondire visto che - un po' per carattere, un po' per le mansioni che ricopre - è una di quelle persone eternamente di fretta che ha sempre bisogno di "arrivare al risultato" senza sorprese.
</p>

<p>
Per me questa piccola esperienza è stata l'ennesima dimostrazione che per molte persone l'uso del computer non è una scelta volontaria e consapevole, ma una necessità dettata principalmente dal lavoro.  È anche questo il motivo per cui intere software house basano il loro business model sul trovarsi tra i primi risultati nelle ricerche Google di gente che cercava altro, e che certamente si fiderà del primo nella lista e andrà dritto fino alla fine del setup senza neanche rendersi conto di stare installando qualcosa di diverso.
</p>

<p>
Mi sono reso conto che la <b>totalità </b>dei miei colleghi sconosce la possibilità di digitare un url nell'apposita barra del browser. Devono raggiungere <tt>www.ilmigliorsitodelmondo.com</tt>? Bene, apriranno Google e cercheranno <i>"<tt>www.ilmigliorsitodelmondo.com</tt>"</i>.
</p>

<p>
E spero non si venga a dire che "bisogna leggere i disclaimer" o altro, perché qualsiasi pop-up e le schermate che richiedono una scelta di qualsiasi tipo vengono semplicemente chiusi o <i>skippati</i> frettolosamente, mentre si borbotta <i>ma quanto ci vuole per installare sto programma</i>.
</p>

<p>
Mi piacerebbe dire che questo tipo di approccio è proprio di una certa fascia d'età, di persone cresciute a carta e penna ritrovatesi all'improvviso davanti a una tastiera, ma non è così. Anzi: gran parte dei giovani che sono passati in ufficio "cadono" nella stessa trappola, perché l'unico sistema informatico con cui si confrontano è l'OS del proprio smartphone.
</p>

<p>
Questo stato di cose mi sembra così diffuso che a volte mi rassegno a pensare che sia un percorso obbligato, dettato dalla centralità di poche big che modellano le abitudini dell'utente inducendolo a credere di poter ottenere ogni risultato senza sforzarsi di imparare niente, in modo che sia il servizio a essere titolare dell'utente e non viceversa. <br>
La cosa che mi spiace maggiormente è che si perda tutto un mondo di scelte, personalizzazioni e soluzioni per rendere la propria esperienza al computer più gratificante e consapevole. Ma finché l'utente non accetta di vivere in una condizione per la quale l'informatica <b>lo riguarda </b>e non è un affare da smanettoni, nessuno sforzo nel consigliare questa distribuzione o quell'alternativa darà risultati diversi da una frustrazione. <br>
Per chi il consiglio lo da' e per chi lo riceve.
</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	
	
		<item>
		<title>adblocking in locale su Gnome Web</title>
		<link>https://galeot.peergos.me/adblocking_in_locale_su_Gnome_Web/index.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[galeot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 00:00:00 GMT</pubDate>
				<category><![CDATA[Personal]]></category>
		<category><![CDATA[HowTos]]></category>
		<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<guid isPermaLink="true">https://galeot.peergos.me/adblocking_in_locale_su_Gnome_Web/index.html</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cronache di inevitabili e quotidiane frustrazioni informatiche</p>  ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>adblocking in locale su Gnome Web </h1>



	<h5>
mercoledì 05 gennaio 2022
</h5>

<p>
<a href="http://wiki.gnome.org/Apps/Web"><img loading="lazy" src="https://galeot.peergos.me/adblocking_in_locale_su_Gnome_Web/gnomeweb.png" width="200" height="200"/></a>
Gnome Web (già <s>mica tanto</s> noto come Epiphany) è un browser web basato su WebKit come Safari, il che sembrerebbe un'ottima notizia, dal momento che Safari è il browser non chromium-based più usato in assoluto.
</p>

<p>
Uso il condizionale perché purtroppo l'implementazione di Gnome ha diversi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VjQQhuVS26g" title="problemi" class="https">problemi</a> mai risolti. Non so se dipenda dal browser in sè o dal port GTK di WebKit. <br>
Mi piace comunque usarlo perché è magnificamente integrato all'interno di Gnome, è minimalistico, estremamente pulito nell'interfaccia, sufficientemente veloce per le mie esigenze, e mi piace in generale il rendering dei caratteri.
</p>

<p>
Confesso di aver avuto ancora una delusione dopo aver letto <a href="https://www.unixsheikh.com/articles/choose-your-browser-carefully.html" title="Choose your browser carefully" class="https">Choose your browser carefully</a>, in cui il mio favorito è accusato di fare un ping a adblock plus ad ogni avvio, visto che quest'ultimo sarebbe noto per raccogliere e rivendere i dati di chi lo usa. In effetti l'opzione "Blocca le inserzioni pubblicitarie" usa proprio il db json di ABP. Il lato positivo: questo era l'unico appunto mosso contro questo browser.
</p>

<p>
Così ho pensato a un semplice workaround per disaccoppiare il browser dal server "diffidato". <br>
Ho preparato un semplicissimo script bash che scarica in un percorso locale il file json: 
</p>


<pre>#!/bin/bash

wget https://easylist-downloads.adblockplus.org/easylist_min_content_blocker.json -N easylist_min_content_blocker.json
</pre>

<p>
Tramite <code>dconf-editor</code> ho aperto la chiave <code>/org/gnome/epiphany/content-filters</code> e ho modificato il valore di default  nel percorso completo <code>file:///home/pippo/pluto</code> in locale. 
</p>

<p>
Adesso Gnome Web ha smesso di pingare AdblockPlus all'avvio. Navigo tranquillamente bloccando gli ads, e quando mi accorgo che qualche ad di troppo comincia a riemergere, lancio lo script e aggiorno il db in locale. Basta una volta ogni tanto.
</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	
	</channel>
</rss>
